LABORATORIO – NUOVI USI PER ANTICHI TERRITORI


Nuovi usi per antichi territori: il turismo. Laboratorio di progettazione MODULO 02 [150 ore]
Milano, aprile-maggio 2011
Il turismo rappresenta la seconda industria mondiale dopo l’estrazione e il trattamento del petrolio. Un fenomeno in piena crescita se si pensa che circa metà della popolazione della terra si sposta per tale motivo fuori dal proprio territorio, di cui un sesto fuori dal paese di residenza; se da un lato ha dato luogo ad una nuova specifica economia, analizzata, programmata e gestita dai grandi operatori turistici, dall’altra è divenuto sinonimo di libera fruizione dei territori, di contatto tra le diverse culture del mondo. Si tratta di un vero e proprio fenomeno migratorio poliedrico il cui flusso trova impreparate le principali città d’arte e le mete naturalistiche, innescando problematiche antropologiche, ambientali, urbanistiche e infrastrutturali. Interi territori vengono reinterpretati offrendosi disponibili a nuove funzionalità che devono tenere conto della valorizzazione e del rispetto della cultura e del paesaggio locale..

  • Share on Facebook
  • Share on LinkedIn
  • Bookmark this on Delicious
  • Buzz This
  • Share on reddit
  • Bookmark this on Google Bookmarks

One Response to LABORATORIO – NUOVI USI PER ANTICHI TERRITORI

  1. Francesca Bertinelli says:

    Il territorio italiano è considerato in tutto il mondo fin dal passato quale meta turistica di pregio, soprattutto per le città d’arte, il sistema museale diffuso ed il “bel paesaggio” di alcune regioni; credo che i luoghi più visitati dagli stranieri siano i centri storici di Firenze, Roma, Venezia, Ravenna, Lucca, Pienza, Volterra e S.Gimignano, le zone archeologiche di Pompei e Roma, le campagne venete, del Molise e e del Chianti, le fasce costiere e le spiagge sorrentine, del Gargano, delle isole tirreniche e di alcune porzioni del territorio calabrese.
    La presenza di centri per la ricreazione sportiva, il tempo libero ed il benessere è invece ancora piuttosto limitata e spesso non raggiunge fama ed utenza di livello internazionale; la gestione e creazione di centri di questo tipo potrebbe essere quindi un settore con potenzialità di maggiore interesse e sviluppo, anche con l’intento di valorizzare le specificità dei luoghi, dei paesaggi, dei climi e di peculiari manifestazioni fisico-chimiche dei terreni o delle acque (ad es. acque calde di Ischia, acque sulfuree ecc.)

Lascia un Commento

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

*

È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>