Giunto quest’anno alla terza edizione, il Master in Architettura del Paesaggio è nato da un progetto formativo congiunto della UPC di Barcellona e di ACMA Centro di Architettura di Milano con l’obiettivo di offrire un programma modulare composto da singoli workshop e seminari di progettazione (frequentabili anche singolarmente da esterni) che per l’attualità dei temi trattati e per l’esperienza internazionale dei docenti invitati è divenuto rapidamente un riferimento autorevole nel dibattito europeo dell’architettura del paesaggio. Grazie al prestigio del corpo docenti e all’aderenza ai principi della Convenzione Europea del Paesaggio, il master è apprezzato dai più rilevanti organismi internazionali che tutelano e valorizzano il paesaggio, tra cui lo stesso Consiglio d’Europa che da subito ha offerto supporto e patrocinio all’insieme delle attività del master.
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Il punto sul paesaggio. Esperienze internazionali a confronto. Ciclo di conferenze. Milano 2011
Il paesaggio risulta sempre più essere tema d’attualità. Non solo perché la Convenzione Europea del Paesaggio sottoscritta oltre dieci anni fa a Firenze ha innescato nel nostro Paese una serie di norme di tutela e valorizzazione da parte degli enti pubblici ma perché ha costretto le università e gli ordini professionali a programmare nuove figure, a rivedere la cultura progettuale. Eppure la cultura stessa di un paese che enumera una invidiata densità di beni culturali nel territorio e una lunga storia di normative a loro tutela risulta paralizzata, pietrificata, di fronte alla sfida della modernità, alla proposta dello sviluppo e della relativa infrastrutturazione del territorio che gli attuali processi di globalizzazione impongono. L’iniziativa comprende una serie di incontri aperti al pubblico con alcuni paesaggisti, docenti del Master in Architettura del Paesaggio UPC-ACMA con sede a Milano, interpreti delle principali esperienze internazionali: momento di scambio e confronto su tematiche sempre più attuali, non solo per tecnici e professionisti del settore ma anche per la crescita di una consapevolezza diffusa nella società che necessariamente condivide il patrimonio comune del paesaggio.
7 APRILE 2011: OKRA STUDIO_Utrecht / 5 MAGGIO 2011: MAYSLITS KASSIF ARCHITECTS_Tel Aviv / 26 MAGGIO 2011: JEAN-MICHEL LANDECY_Ginevra / 15 SETTEMBRE 2011: GILLES VEXLARD_Parigi / 6 OTTOBRE 2011: ISABELLE AGUIRRE_La Coruna [vai alla pagina]
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Alternative / Milano. Confronti e progetti per i nuovi volti della città. Milano 2011
Milano vive un momento di scelte decisive per la costruzione della sua futura immagine. I grandi lavori innescati dai gruppi immobiliari stanno cambiando rapidamente la fisionomia di intere parti della città il cui skyline appare sempre più connotato da grattacieli dalle forme più svariate e originali. Ma l’insieme degli interventi sembra il risultato di valutazioni immobiliari slegate e in sé concluse, piuttosto che di un ridisegno urbanistico complessivo ed articolato. Eppure esistono ancora ampi spazi per la caratterizzazione dei nuovi luoghi della città futura. Dalla soluzione delle emergenze ambientali al disegno delle nuove infrastrutture, dalla creazione della rete delle piste ciclabili alla valorizzazione dello straordinario patrimonio del Parco Agricolo Sud, dal disegno degli spazi pubblici dei quartieri residenziali di nuova realizzazione alla creazione di nuovi parchi urbani e alla scommessa della Expo: protagonisti delle più rilevanti esperienze internazionali, esperti e tecnici, giovani paesaggisti e rappresentanti delle istituzioni locali discuteranno su proposte e ed elaborazioni progettuali concrete al fine di coinvolgere la cittadinanza sulle scelte per il futuro migliore della città di Milano.
10 APRILE / 8 MAGGIO / 29 MAGGIO / 18 SETTEMBRE / 9 OTTOBRE. [vai alla pagina]
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Il turismo rappresenta la seconda industria mondiale dopo l’estrazione e il trattamento del petrolio. Un fenomeno in piena crescita se si pensa che circa metà della popolazione della terra si sposta per tale motivo fuori dal proprio territorio, di cui un sesto fuori dal paese di residenza; se da un lato ha dato luogo ad una nuova specifica economia, analizzata, programmata e gestita dai grandi operatori turistici, dall’altra è divenuto sinonimo di libera fruizione dei territori, di contatto tra le diverse culture del mondo. Si tratta di un vero e proprio fenomeno migratorio poliedrico il cui flusso trova impreparate le principali città d’arte e le mete naturalistiche, innescando problematiche antropologiche, ambientali, urbanistiche e infrastrutturali. Interi territori vengono reinterpretati offrendosi disponibili a nuove funzionalità che devono tenere conto della valorizzazione e del rispetto della cultura e del paesaggio locale. [vai alla pagina]
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OKRA Studio. Paesaggio e progetto sostenibile: tecniche e materiali. Workshop di progettazione. Milano, 6-10 aprile 2011
La cultura architettonica tradizionale soffre di una scarsa disponibilità di modelli e di tecniche di intervento in aree la cui dimensione ambientale si rivela condizionante le scelte progettuali. I recenti studi innescati dal dibattito riferito ai principi della sostenibilità hanno aperto la strada a metodologie di indagine, ad applicazioni sperimentali di materiali e tecniche in grado di valorizzare e non compromettere le risorse ambientali: dai programmi di fruizione dei parchi alle piste ciclabili, dai manufatti idraulici al consolidamento e alla messa in sicurezza dei suoli. Suoli che, a causa dell’eccessiva pressione antropica e dell’intrusione di nuove e diverse attività che interferiscono nelle reti ecologiche precedenti, vengono condotti verso condizioni più basse di biodiversità. Per fortuna, ad un nuovo orientamento dell’azione politica sul territorio mirata al raggiungimento di un bilancio ambientale favorevole, si è coniugato l’impiego dell’architettura del paesaggio come strumento di progetto in funzione anche di consistenti programmi urbanistici e turistici che prevedono capacità di carico diverse rispetto a quelle precedenti. [vai alla pagina]
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Mayslits Kassif Architects. Housing. Abitare in ambito rurale. Workshop di progettazione. Milano, 4-8 maggio 2011
Il processo dell’urbanesimo delle campagne all’origine della modernità è prossimo alla sua conclusione; non perché la spinta alla concentrazione di popolazione nelle grandi aree metropolitane sia cessata ma perché sono venuti meno i processi socio/economici identificativi che distinguevano le collettività locali delle campagne dalle masse delle grandi città. I modelli di vita si sono uniformati in modo crescente e con essi i livelli di ricchezza, le modalità di produzione e consumo, la fruizione dello spazio pubblico. Dopo la saturazione delle aree appetibili poste a corona dei grandi centri urbani gli interessi immobiliari si stanno indirizzando verso zone agricole pregiate, ricche di una rete di nuclei rurali, di chiese e abbazie millenarie ormai votate al disuso e all’abbandono. Esiste lo spazio per la progettazione di nuovi modelli insediativi in grado di far coesistere l’esigenza di nuovi alloggi con la contrazione di consumo del suolo e dei trasporti, il comfort moderno con la vita presente tradizionalmente nelle campagne, l’incremento della pressione antropica con il potenziamento dei servizi e delle produzioni agricole locali, la presenza di nuovi e diversi soggetti sociali con la valorizzazione del patrimonio ambientale e culturale preesistente. [vai alla pagina]
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Per rappresentare la dimensione effettiva dei territori abitati e dilatati, che le fotografie satellitari mostrano come nebulose senza limiti, le carte topografiche non sono più esaurienti. Queste riconoscono la condizione urbana solo in presenza della continuità edilizia. Nello spazio dei territori in trasformazione, la fotografia si impone come uno strumento di analisi che si iscrive dentro lo spazio dell’architettura e del territorio urbano con una chiarezza e una istantaneità notevoli, integrando le nozioni di utilizzo e di percezione. Al contrario dell’idea diffusa secondo la quale l’attuale inflazione di immagini le priva di contenuto e le banalizza, la creazione fotografica sviluppa dei nuovi modi di vedere, di rappresentare e di comprendere queste trasformazioni. Descrivere, analizzare e istruire rappresentano le tre funzioni necessarie al rinnovamento del nostro sguardo sul territorio contemporaneo, divenendo lo strumento analitico di ciascun contesto, al fine di analizzarne e orientarne lo sviluppo. [vai alla pagina]
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Nuovi spazi per la cultura. Viaggio culturale. Marsiglia, 22-26 giugno 2011
Situata in posizione privilegiata nel Mediterraneo e seconda città della Francia dopo Parigi, Marsiglia vive oggi un momento di intenso rinnovamento in vista del ruolo di capitale europea della cultura 2013. Da oltre dieci anni, a partire dal progetto “Euroméditerranée”, la più grande operazione di Stato dalla costruzione della Défense a Parigi, sono stati intrapresi grandi progetti urbani volti al recupero di aree industriali e degradati quartieri sociali, da la Joliette al Vieux Port, fino a Belle de Mai: ennesima proposizione della particolare situazione della “grande Marsiglia”, contesa tra le logiche territoriali, sociali e culturali tipicamente mediterranee e il progetto centralista dello stato francese. La prospettiva dell’evento europeo, che prevede l’avvio di numerosi cantieri anche di spazi pubblici e parchi affidati ad architetti di fama internazionale, offre dunque un nuovo slancio alla metropoli mediterranea, proseguendo un’intensa tradizione, dall’esemplare ‘Unité d’Habitation di Le Corbusier agli interventi di Fernand Puillon, dall’inserimento paesaggistico del TGV di Desvigne e Dalnoky ai più recenti interventi di Rudy Ricciotti, Massimiliano Fuksas, Zaha Hadid, Jean Nouvel, che hanno contribuito alla costruzione della sua nuova immagine. [vai alla pagina]
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Rifare Paesaggi. Seminario internazionale di progettazione
Lisbona, 20-30 luglio 2011
La ventata immobiliare che ha avvolto negli ultimi vent’anni l’area metropolitana di Lisbona pare aver risparmiato il settore occidentale della città il cui profilo lungo le sponde del fiume Tago è connotato dai più celebri monumenti evocanti l’epopea delle scoperte dei naviganti portoghesi: dalla Torre di Belém al Monastero di Jeronimos, dal Palazzo Reale a quello di Ajuda.
L’attuale amministrazione comunale, impegnata nella difficile opera di riqualificazione urbanistica dei quartieri marginali, ha preferito nel caso di Belém operare in forma sinergica attraverso piani particolareggiati e progetti puntuali, affidando il risultato all’opera dei più noti architetti e paesaggisti lisbonesi.
La natura impervia del luogo, antropizzato dalle pendici del Monsanto alle spiagge che si distendono lungo l’estuario del fiume, suggerisce il coordinamento a scala territoriale e paesaggistica dei diversi progetti, mirati non solo alla necessaria riorganizzazione dell’accessibilità alle mete monumentali, ma alla trasformazione consapevole del profilo occidentale, quello su cui si fonda la stessa immagine iconica della città. L’immagine della città storicamente percepita giungendo dalle rotte oceaniche. [vai alla pagina]
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Rari sono i casi di progetti del movimento moderno che non riguardano strettamente il manufatto architettonico. Nei piani funzionalisti “il verde urbano” veniva considerato una zona monofunzionale di attrezzature e servizi da edificare attraverso modelli consolidati, esattamente come le aree residenziali, industriali ecc. Eppure non sono mancate esperienze nella costruzione della città contemporanea, da Fredrick Olmsted a Ebenezer Howard, che assegnavano un valore preciso al disegno degli spazi aperti. A partire dal movimento ambientalista degli anni ’60 ma soprattutto con la maturazione della disciplina dell’architettura del paesaggio su temi ad ampia scala, ciò che per la pianificazione veniva considerato un indistinto retino verde ora per i progettisti è divenuto qualcosa di concreto: una preesistenza ambientale, un sistema complesso di relazioni tra strutture idrogeologiche e botaniche, da comprendere e interpretare con le più avanzate discipline scientifiche e da riprogettare in funzione della sua valorizzazione nei confronti anche degli insediamenti umani. [vai alla pagina]
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Accumulare, sottrarre, dividere, comporre, modificare: la terra è la materia che per eccellenza si presta alle primarie utilizzazioni del suolo da parte dell’uomo. Le sue innumerevoli possibilità plastiche e le svariate caratteristiche delle componenti fisiche hanno permesso ai primordi dell’antropizzazione la realizzazione di artefatti, l’adeguamento a fini produttivi di interi territori, la nascita e la fortuna di importanti civiltà. La terra è anche un vero e proprio organismo vivente costituito da un infinito numero di comunità invisibili ad un primo sguardo, ma che rappresenta la vera ricchezza dei luoghi, la misura della biodiversità.
Ogni metro quadrato occupato dalla coltura agricola è il risultato stratificato nel tempo del lavoro manuale di generazioni di individui che hanno reso il suolo fertile e produttivo, strappandolo dalle acque con bonifiche e dai declivi impervi attraverso terrazzamenti, modellandolo secondo le necessità e attrezzandolo con straordinari manufatti delle reti irrigue e drenanti.
Come riconoscere la reale qualità della terra? Come progettare con essa in termini contemporanei? Come impiegare in modo rispettoso, etico ed equilibrato una risorsa limitata come il suolo sottraendolo al dilagante consumo urbanistico e allo sfruttamento intensivo dell’agricoltura dominata dalle logiche globali e ormai innaturali? [vai alla pagina]
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Isabel Aguirre. Ecologia e paesaggio. La costruzione di sistemi ambientali. Workshop di progettazione. Milano, 5-9 ottobre 2011
Interventi in aree protette, ri-naturalizzazioni di zone umide, ricostruzioni di biotopi in ambiti di pregio naturalistico: crescente è la richiesta di nuove competenze specifiche cui l’architettura del paesaggio deve far fronte. Il ricorso diffuso alle tecnologie innovative che vanno dall’impiego di strumenti di indagine, all’elaborazione di modelli matematici fino alle tecniche più avanzate di ingegneria ambientale e genetica ci permette di comprendere la natura in quasi tutti i suoi aspetti ed operare per essa anche nelle situazioni più complesse, spesso in ambienti compromessi proprio dalla dominante presenza antropica. Si può dire che l’uomo abbia definitivamente artificializzato il mondo che richiede ora la sua presenza per trovare inediti quanto incerti equilibri ambientali. Ma nel momento in cui la scienza permette di spostare il limite della dicotomia tra natura e artificio che ha segnato la storia della cultura umana, emerge e prende consistenza un nuovo paradigma legato alla qualità dell’intervento, alla gestione degli specialismi, all’etica e al senso del progetto contemporaneo.
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Esiste un intrinseco e strutturato rapporto tra la produzione agricola italiana e i paesaggi delle sue regioni di origine, la cui vita dipende proprio dal delicato equilibrio tra mantenimento della loro struttura e sostenibilità economica della produzione. Con l’insieme delle solide relazioni sociali instaurate da generazioni e con la storia della cultura materiale locale, la potenzialità di una agricoltura multifunzionale, in grado di offrire beni e servizi integrati all’attività produttiva, concorrono alla tutela e alla creazione di paesaggi unici che rappresentano per il nostro paese un vero e proprio giacimento, una risorsa economica da spendere in grado di promuovere lo sviluppo di turismo etico e di forme di produzione sostenibili. Ma come il diffondersi di nuovi modelli culturali che privilegiano la produzione agricola tradizionale, le filiere corte e il turismo consapevole possono tradursi in approcci politici e soprattutto in temi concreti di progetti per la tutela e la valorizzazione di paesaggi?
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Nuovi usi per antichi territori: il turismo. Laboratorio di progettazione MODULO 02 [150 ore]. Milano, aprile-maggio 2011
Jean-Michel Landecy. Milano 2011: l’Osservatorio dei territori. Workshop di fotografia. Milano, 25-29 maggio 2011
I sistemi del verde: dal verde urbano agli spazi naturali. Laboratorio di progettazione. Modulo 01 [150 ore]. Milano, settembre-ottobre 2011
Jordi Bellmunt – Joao Nunes. Paesaggi dell’agricoltura e turismo sostenibile. Workshop di progettazione. Sorrento, 19-23 ottobre 2011



