-Centro Italiano di Architettura ......

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Il Master in Architettura del Paesaggio e i Corsi di Formazione Continua organizzati a Milano da ACMA e UPC, svolti a partire dal 1983 a Barcellona dall'Universitat Politécnica de Catalunya, sono tra i più riconosciuti e autorevoli programmi formativi europei del settore. Il titolo è riconosciuto dalla EFLA. La finalità del master di secondo livello (1500 ore di cui 750 frontali) consiste nel raggiungere la formazione standard europea per architetti del paesaggio secondo i parametri indicati dall'associazione al fine di omologare e certificare le attività professionali del settore nell'ambito UE. La frequenza dei singoli moduli (workshop di progettazione, seminari teorici, viaggi, incontri, itinerari, ecc.) comporta il rilascio di diplomi post-laurea della UPC di Barcellona, spendibili anche all’interno del percorso del master.

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Rifare paesaggi
Seminario internazionale di progettazione MODULO 03a
Lisbona, 20-30 luglio 2010

Dopo più di un decennio di politiche urbane incerte che hanno favorito uno sviluppo immobiliare disarticolato, causa dell’occupazione edilizia di più dell’80% del suolo comunale e un preoccupante decremento demografico, Lisbona intende proporsi come la capitale dell’area metropolitana più estesa e dinamica della Penisola Iberica, facendo leva su una immagine profondamente legata alla storia suoi spazi pubblici, i suoi parchi e i suoi giardini ma impiegando anche i più avanzati modelli dell’architettura del paesaggio contemporaneo. Lo spostamento dell’aeroporto internazionale e l’arrivo dell’alta velocità, la realizzazione del terzo ponte sull’estuario del Tago e la liberazione di aree demaniali, tra cui oltre il 50% di 19 chilometri lineari di attrezzature portuali che hanno precluso nell’epoca industriale il rapporto tra la città e il fiume: tra le capitali europee Lisbona sembra disporre di maggiori opportunità di crescita anche grazie ad una amministrazione che intende incentivare la progettazione urbana come strumento di coinvolgimento dei privati in operazioni di riqualificazione utili alla collettività.

Milano. L'acqua come risorsa della città
Laboratorio Il progetto dei sistemi d'acqua
Milano, settembre-ottobre 2010 MODULO 04

L’acqua ha rappresentato in passato non solo un elemento utile alla produzione agricola, un bene indispensabile alla vita dell’uomo, ma una grande opportunità per gli scambi di merci e di informazioni, un incentivo non indifferente per lo sviluppo economico e commerciale del territorio. Le più importanti città al mondo sono città d’acqua: nate strategicamente sulle confluenze dei fiumi, sugli stretti o lungo i litorali più opportuni, intercettano con i loro porti le principali direttrici di traffico di merci. Merci , il cui trasporto avveniva nell’epoca preindustriale prevalentemente attraverso le vie d’acqua, spesso artificiali, che conformavano il paesaggio. Come recuperare le linee d’acqua ancora presenti, sebbene nascoste, nelle nostre città ad un uso non solo ludico ma inserite nell’attuale sistema produttivo locale (micro-irrigazione, produzione di energia rinnovabile ecc.)? Può l’impiego dei canali navigabili contribuire ad una politica diversificata dei trasporti di merci e persone?

João Gomes da Silva - Ana Kučan. Orti spontanei e realtà agricole urbane
Workshop di progettazione
Milano, 30 giugno-4 luglio 2010

Crescono ovunque sotto i nostri occhi approfittando di spazi interstiziali tra le infrastrutture, privilegiano i terreni in attesa ai bordi di nuove urbanizzazioni, sfruttano improbabili linee d’acqua e seguono le tracce di sentieri clandestini, connotano dalle autostrade il paesaggio delle periferie delle grandi città: sono conosciuti come “orti spontanei”, “orti abusivi” e rappresentano un fenomeno in larga espansione nei periodi di crisi, come risposta alla sussistenza economica delle famiglie. Ad essi alcune amministrazioni assegnano oggi un valore di aggregazione sociale, di controllo del territorio e quello non secondario legato al benessere fisico della popolazione anziana.
Come sostenere questa forma di appropriazione del territorio organizzando, strutturando e gestendo il progetto di nuovi orti urbani? Come relazionare tale fenomeno con i processi di valorizzazione dell’agricoltura periurbana? Quali sono i modelli produttivi e distributivi, complementari o alternativi alla grande distribuzione alimentare, in grado di integrare l’esigenza di una alimentazione consapevole, controllata e auto-prodotta, maggiormente aderenti ai principi della sostenibilità ambientale? Come tutto questo può tradursi in un contributo alla strutturazione del paesaggio rurale delle nostre città?

Bellmunt-Helms. Water connections. Canali, rogge e navigli
Workshop di progettazione
Milano, 8-12 settembre 2010

L’acqua ha rappresentato in passato non solo un elemento utile alla produzione agricola, un bene indispensabile alla vita dell’uomo, ma una grande opportunità per gli scambi di merci e di informazioni, un incentivo non indifferente per lo sviluppo economico e commerciale del territorio. Le più importanti città al mondo sono città d’acqua: nate strategicamente sulle confluenze dei fiumi, sugli stretti o lungo i litorali più opportuni, intercettano con i loro porti le principali direttrici di traffico di merci. Merci , il cui trasporto avveniva nell’epoca preindustriale prevalentemente attraverso le vie d’acqua, spesso artificiali, che conformavano il paesaggio. Come recuperare le linee d’acqua ancora presenti, sebbene nascoste, nelle nostre città ad un uso non solo ludico ma inserite nell’attuale sistema produttivo locale (micro-irrigazione, produzione di energia rinnovabile ecc.)? Può l’impiego dei canali navigabili contribuire ad una politica diversificata dei trasporti di merci e persone?

Nunes-PROAP. Il Lambro e i suoi parchi
Seminario di progettazione
Milano, 8-17 ottobre 2010

Nasce nel paesaggio straordinario nel cuore delle Alpi a quasi 1000 metri di quota, raggiunge il Po dopo aver attraversato per 130 chilometri una delle aree metropolitane più densamente industrializzate d’Italia, il suo bacino sopporta la pressione di 6 milioni di residenti distribuiti in più di 400 comuni tra cui il capoluogo, Milano. In città si percepisce la sua imbarazzante presenza ai bordi delle tangenziali, lungo gli argini cementificati di nuovi isolati residenziali, nei parchi sorti anche grazie alla sua presenza che ora è avvertita come ingombrante o addirittura pericolosa: il Lambro in poco più di cinquant’anni è divenuto da uno dei fiumi più limpidi delle Alpi a simbolo del degrado ambientale. Ma non sono sufficienti la realizzazione di nuovi impianti di depurazione o la riorganizzazione del sistema di smaltimento delle acque reflue urbane. È necessario accompagnare a tali misure il ridisegno delle sue sponde anche in funzione degli ambiti di autodepurazione e fitodepurazione, la riconnessione degli elementi naturalistici ai sistemi agricoli, e riconsegnare all’area metropolitana il sistema dei parchi che attendono ancora di essere realizzati, a partire dal progetto “in sospeso” del Parco Forlanini