Giunto alla sua quarta edizione, il Master in Architettura del Paesaggio realizzato a Milano dalla Universitat Politécnica de Catalunya (Barcellona) e da ACMA Centro di Architettura (Milano) viene considerato come una delle maggiori realtà formative europee. Grazie alla struttura didattica innovativa basata su moduli di 50 ore e multipli, è possibile concludere il percorso formativo nell’arco di soli diciotto mesi. I laboratori, seminari e workshop di progettazione organizzati a Milano ma anche in altre regioni d’Europa sono guidati dagli interpreti delle più rilevanti esperienze internazionali e trattano temi di attualità in architettura del paesaggio (sostenibilità ambientale, energie rinnovabili, spazi pubblici, ecc.) individuati in collaborazione con amministrazioni locali, nazionali e rilevati organismi internazionali preposti alla tutela e alla valorizzazione del paesaggio. La frequenza al master universitario di secondo livello (1500 ore di cui 750 frontali, 60 crediti CFU/ 75 ETCS) o dei singoli moduli, analoghi a quelli realizzati dal 1983 in Catalogna, prevede il rilascio di un titolo della Fondazione UPC di Barcellona (riconosciuto dalla EFLA). Per l’anno in corso ACMA ha attivato agevolazioni per le iscrizioni al Master e ai Corsi di Formazione Continua della Fondazione UPC.
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Il punto sul paesaggio. Esperienze internazionali a confronto. Ciclo di conferenze. Milano 2012
Il paesaggio risulta sempre più essere tema d’attualità. Non solo perché la Convenzione Europea del Paesaggio sottoscritta oltre dieci anni fa a Firenze ha innescato nel nostro Paese una serie di norme di tutela e valorizzazione da parte degli enti pubblici ma perché ha costretto le università e gli ordini professionali a programmare nuove figure, a rivedere la cultura progettuale. Eppure la cultura stessa di un paese che enumera una invidiata densità di beni culturali nel territorio e una lunga storia di normative a loro tutela risulta paralizzata, pietrificata, di fronte alla sfida della modernità, alla proposta dello sviluppo e della relativa infrastrutturazione del territorio che gli attuali processi di globalizzazione impongono. L’iniziativa comprende una serie di incontri aperti al pubblico con alcuni paesaggisti, docenti del Master in Architettura del Paesaggio UPC-ACMA con sede a Milano, interpreti delle principali esperienze internazionali: momento di scambio e confronto su tematiche sempre più attuali, non solo per tecnici e professionisti del settore ma anche per la crescita di una consapevolezza diffusa nella società che necessariamente condivide il patrimonio comune del paesaggio. [vai alla pagina]
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Alternative / Milano. Confronti e progetti per i nuovi volti della città. Milano 2012
Milano vive un momento di scelte decisive per la costruzione della sua futura immagine. I grandi lavori innescati dai gruppi immobiliari stanno cambiando rapidamente la fisionomia di intere parti della città il cui skyline appare sempre più connotato da grattacieli dalle forme più svariate e originali. Ma l’insieme degli interventi sembra il risultato di valutazioni immobiliari slegate e in sé concluse, piuttosto che di un ridisegno urbanistico complessivo ed articolato. Eppure esistono ancora ampi spazi per la caratterizzazione dei nuovi luoghi della città futura. Dalla soluzione delle emergenze ambientali al disegno delle nuove infrastrutture, dalla creazione della rete delle piste ciclabili alla valorizzazione dello straordinario patrimonio del Parco Agricolo Sud, dal disegno degli spazi pubblici dei quartieri residenziali di nuova realizzazione alla creazione di nuovi parchi urbani e alla scommessa della Expo: protagonisti delle più rilevanti esperienze internazionali, esperti e tecnici, giovani paesaggisti e rappresentanti delle istituzioni locali discuteranno su proposte e ed elaborazioni progettuali concrete al fine di coinvolgere la cittadinanza sulle scelte per il futuro migliore della città di Milano. [vai alla pagina]
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Dall’aiuola condominiale al campo nomadi: si voglia o no le nostre città sono costituite da spazi condivisi. Le varie comunità urbane, spesso in conflitto, usano secondo le proprie esigenze in continua evoluzione gli stessi spazi pubblici, spazi ereditati dalla città otto/novecentesca, producendo una varietà di fenomeni antropologici risultanti dalla loro appropriazione. Usi promiscui, parziali o temporali, spazi ambigui ed interstiziali, spazi di rappresentanza e aree di conflitto o di controllo sociale: la varietà aleatoria cui ci troviamo di fronte ci obbliga a sostituire la certezza tipologica (piazza, strada, parco, largo, parcheggio) ad un approccio metodologico di conoscenza ed indagine per una soluzione “site specific”. Molteplici in questo senso sono le modalità di intervento del progetto contemporaneo più attento alla struttura morfologica e alla “messa in scena” dell’effetto città attraverso materiali e tecniche non scontate per la socialità contemporane. [vai alla pagina]
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La convulsa attività edilizia che ha caratterizzato la realizzazione di alcune parti delle città italiane tra gli anni ‘50 e ‘70 ha prodotto spazi indefiniti e disarticolati, risultanti dalle lottizzazioni condominiali e spesso privi di qualità formali, in cui l’unica regola stabile sembra essere costituita dall’urbanizzazione stradale funzionale all’uso intensivo dell’automobile nella città. Per fortuna il sopraggiunto benessere si è tradotto nell’esigenza di vivere gli spazi aperti più densamente popolati con standard tali da richiedere investimenti pubblici sulla qualità urbana diffusa. Innumerevoli opportunità si presentano immaginando in modo diverso e sfruttando come risorsa di progetto i retri di supermercati e di distributori di benzina, parcheggi di nodi interscambio e di attrezzature scolastiche e culturali, aiuole spartitraffico, spazi interstiziali abbandonati tra giardini condominali e box auto. La zona Ventura a Milano rappresenta una realtà in crescita del Fuori Salone. Gli spazi di connessione della stazione metropolitana di Lambrate con il nuovo distretto artistico/culturale risultano però disarticolati e spaesanti. Le proposte elaborate durante il workshop faranno parte di una mostra prevista in Zona Ventura durante le giornate del Salone del Mobile 2012. [vai alla pagina]
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È noto che la percezione del luogo cambia nell’arco della giornata e delle stagioni. Se si osserva con la dovuta attenzione, il paesaggio non appare mai lo stesso; soprattutto a causa degli agenti climatici e delle variazioni delle condizioni di luce, la quale rivela spesso dettagli inattesi, elementi specifici della realtà non immediatamente visibili. L’impiego indiscriminato dell’illuminazione elettrica tende a omologare le differenze, dando luogo a un vero e proprio inquinamento visivo che snatura centri storici e paesaggi, con eccessi di luce e presenza diffusa di corpi illuminanti estranei al contesto e dal design più fantasioso. La nuova generazione di tecnologie illuminotecniche indirizza la recente ricerca progettuale verso campi inesplorati di sperimentazione spaziale in cui coniugare l’esigenza di visibilità e sicurezza alla libera fruizione notturna di parchi e giardini, alla efficienza energetica e al rispetto per l’ambiente. È possibile progettare l’illuminazione dei siti a partire dalla loro stessa natura, assegnando valore alle qualità specifiche e alle variazioni della luce e dell’oscurità. Lampade a led, corpi luminescenti e interattivi, installazioni site-specific tendono a creare vere e proprie esperienze percettive, a reinventare il luogo, avvicinando il light design alle esperienze più avanzate di arte ambientale. [vai alla pagina]
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Da quando lo sport è divenuto fenomeno di massa, la sua pratica ha modificato il senso attribuito dalle comunità locali ad interi territori. Ma se la realizzazione di impianti sportivi, a volte connessa a grandi eventi mediatici, ha offerto l’opportunità di riqualificare le aree più prossime ai maggiori centri urbani, la diffusione di sport che richiedono un maggior contatto con l’ambiente ha visto crescere la fruizione delle mete naturalistiche più ambite e l’esigenza di nuove attrezzature (piste ciclabili e da sci, parcheggi, servizi di appoggio, ecc.). Trekking, orienteering, volo a vela e cicloturismo sono solo alcuni esempi di una forma individuale o collettiva di vivere e accrescere la consapevolezza del paesaggio. Le manifestazioni non competitive e la pratica sportiva diffusa rafforzano il senso di appartenenza e di identificazione sociale con il luogo, generano legami tra persone e gruppi, concentrano opportunità di scambio e di commercio, rendono gli stili di vita più sani ed equilibrati con l’ambiente: una risorsa per il territorio cui la disciplina del paesaggio deve fornire risposte progettuali adeguate. [vai alla pagina]
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Olanda. Paesaggi della modernità. Viaggio culturale. 27 giugno - 1 luglio 2012
L’Olanda rappresenta una meta obbligata per comprendere l’origine dell’architettura moderna. Dalla metà degli anni ’20 fino ai giorni nostri si sono concentrati in modo del tutto straordinario progetti sempre all’avanguardia per materiali, tecnologie e linguaggi architettonici, creando, dai territori per lo più strappati alle acque, paesaggi urbani che nel loro insieme hanno rappresentato un modello per lo sviluppo delle città moderne. Dai piani per Amsterdam di Berlage ai progetti di nuovi quartieri di residenze sociali di Oud, Duiker e i contributi delle avanguardie artistiche di Rietveld, Van Eesteren, Mart Stam fino alle esperienze del dopoguerra di Van Eyck e Hertzberger, ai più recenti sviluppi di Koolhaas, Mecanoo, MVRDV: il lungo filone della cultura architettonica moderna dei Paesi Bassi offre tuttora nuovi spunti per i temi trattati che si estendono dalla gestione degli spazi pubblici delle città contemporanee a un consistente nucleo di progetti sostenibili di architettura del paesaggio di più recente tradizione (West 8, van Gessel, OKRA). [vai alla pagina]
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Assieme alla disponibilità limitata di fonti di acqua dolce e di suolo coltivabile, l’approvvigionamento di energia per i consumi crescenti delle società avanzate, e non solo, segnerà le scelte di politica internazionale per i prossimi decenni. A fronte del declino delle produzioni provenienti dal fossile (i cui giacimenti sono in via di esaurimento) l’industria energetica mondiale ha scelto la strada di una rapida riconversione, impiegando tecnologie avanzate in continua evoluzione per l’uso delle fonti rinnovabili. Sole, vento, acqua, terra, biomasse: è in corso una vera e propria gara nella ricerca tecnologica relativa alla produzione diffusa sul territorio di energia a basso impatto ambientale che coincide con l’emergere di nuovi soggetti in grado di contribuire al bilancio energetico locale. Nuove coltivazioni, parchi eolici, dighe lungo i fiumi, canali per l’installazione di microturbine idroelettriche e campi fotovoltaici sono solo alcuni degli elementi più evidenti che si presentano ormai da anni, spesso in forma conflittuale, nelle nostre campagne.
Ma quale impatto può avere nel paesaggio italiano la diffusione di nuove forme di produzione sostenibile adatte alle specifiche caratteristiche geografiche del territorio nazionale? [vai alla pagina]
Spazio pubblico / spazio comune /spazio condiviso. Laboratorio di progettazione Modulo 05 [150 ore]. Milano, primavera 2012
Michael Van Gessel. In-between. Il disegno dei frammenti urbani. Workshop di progettazione. Milano, 28 marzo – 1 aprile 2012
Lisa Diedrich-Monika Gora. Luci nel paesaggio. Il progetto di illuminazione di parchi e spazi pubblici. Workshop di progettazione. Milano, 9 - 13 maggio 2012
Enric Batlle. Paesaggi dello sport: progetto e fruizione. Workshop di progettazione. Milano, 23 - 27 maggio 2012
Energie rinnovabili e paesaggio. Laboratorio di progettazione. Modulo 04 [150 ore]. Milano, autunno 2012



